I primi sette mesi in Valle del Mis

Capita che succedano cose belle, bellissime, quando ci si lascia scorrere nella vita con sorriso, ottimismo, bei pensieri.
Non è facile rispondere a chi ci chiede di spiegare come va, cosa facciamo, anche perché magari ci si concentra sulle cose pratiche, concrete, mentre invece tutto nasce e cresce grazie a persone, anime, energie, strane e diverse che si incontrano, si mescolano e si moltiplicano.

Ok si, però qualcosa dobbiamo provare a raccontarlo...
Siamo arrivati da Padova per passare giusto qualche mese in montagna con le capre, e invece... be', son successe un sacco di cose, tante che si fa fatica a raccontarle tutte senza lasciarsi per strada qualcosa.
Dovevamo stare qualche giorno a Laveder e poi spostarci a Stamere, in due casere in mezzo ai boschi. Siamo arrivati con capre, cani, umani, tenda, qualche attrezzo e poco altro. Già dal primo giorno è cominciato un piccolo miracolo di accoglienza, simpatia, attenzioni; ci sono stati offerti prati e boschi, fienili e stalle, un sacco di gente ci ha aperto le proprie case, ci ha fatto posto alla loro tavola, con generosità e curiosità. E da niente si è creato qualcosa che vediamo come una comunità, allargatissima, che prende tutta la Valle del Mis da Ren a Matiuz, scavalca le montagne e arriva lontano, in Germania, Francia, Scozia, America, ad abbracciare tanti amici che sono venuti a trovarci e dare una mano. Tutto ciò che è successo, sta succedendo e succederà è grazie a questa comunità, all'energia sprigionata dai piccoli e grandi aiuti di tante persone.

Laveder, dicevamo: alla fine siamo rimasti più di un mese, prima di trasferirci a Stamere, un paradiso in mezzo ai boschi, dove una volta andavano a raccogliere fieno per l'inverno. Comodità, pochine: un tetto sopra la testa, un paio di stufe per cucinare, una fontana. In circa due mesi, tanta vita, gente che passava e si fermava a chiacchierare e chiedere, incontri e volti, storie sentite e raccontate magari bevendo un caffè e un po' di latte. Intanto, si faceva fieno in giro per la valle, dove capitavano contatti e disponibilità, tanti che non siamo riusciti a stare dietro a tutti.
Dopo Stamere, qualche settimana a Renon, e anche lì begli incontri, bella gente; poi di nuovo giù, tra Selle e Laveder, con un bel po' di lavoro: si trattava di sistemarci per l’inverno in una casa chiusa da tempo, e sistemare le stalle per le capre, pensare alla legna, ai pascoli, al fieno, alle foglie per la lettiera. E le interminabili riunioni, la fatica e il piacere di ritrovarsi a parlare, discutere e decidere su questione pratiche, proporre e condividere idee o progetti per il futuro, come ad esempio l'orto, le galline, le api, gli affidi, i lavoretti artigianali. 

Per fortuna si trova sempre il tempo per coltivare i contatti con le belle persone passate di qua in questi mesi, con altri matti che stanno facendo cose straordinarie, e le amicizie con tutti quelli che qui intorno ci stanno dando un aiuto impagabile. E soprattutto per accogliere e ospitare come possiamo tutta la gente che passa di qua, che viene a conoscerci o che capita per caso, che torna a salutarci, e gli amici e i wwoofers che vengono su a dare una mano. 

Be', ora che abbiamo messo in fila tutte le cose fatte e successe, si fa quasi fatica a crederci, gira un po' la testa! Facile non è stato: molti di noi si son ritrovati a fare cose che non avevano mai fatto prima, a vivere in condizioni a cui non erano abituati, a condividere spazi e tempo con persone appena conosciute... c'è la fatica fisica, ma anche l'impegno a mettersi alla prova, a conoscere sé stessi e gli altri, a capire i limiti e le possibilità di ognuno, a superare i contrasti, a osservare ed imparare. Però il bello è che col tempo tutto avviene spontaneamente, sia nell'esprimere desideri, idee, bisogni, sia nel sostenere gli altri quando serve. 

Perchè soprattutto sentiamo forte quest'idea di condivisione e di comunità che non sappiamo bene ancora dove ci porterà, ma intanto il cammino, ragazzi, è uno spettacolo! 

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