MAGGIO - GIUGNO 2017: le novità dalle Selve Valle del Mis

Buongiorno a tutti! Dopo una bella mungitura solitaria all'alba​,​ ​tra ​canti di uccelli​ e risvegli tra i picchi imponenti ​nel quieto​ villaggio silenzioso di Laveder​...ve rode eh?!


Vegliati dal Cimònega

La fatica c'è stata e tanta, ma l'equilibrio sta arrivando. L'energia messa vien sempre restituita dalla bellezza del luogo e degli incontri che stiamo facendo quassù. Via andare, senza​ paure​,​ timori o chiusure. Come mai tutto ciò funziona si chiederà qualcuno? Dona ciò che hai, anche se ti sembra poco, anche se in questo momento hai solo la tua presenza o​ un lieve ​sorriso da dare e niente altro, donalo agli altri e a te stesso, ti tornerà indietro tutto e moltiplicato.​
Basta ​troppi ​calcoli di convenienza e sopravvivenza...pian pian​o​, ma ​funziona.

 
Paura di non avere stalla e pascoli? Paura della chiusura della gente di montagna? Paura delle istituzioni? Paura di non aver organizzato a sufficienza? Lanciati con testa e cuore e tutto succederà...
Ultima fermata Laveder
Lo sbarco transumanza Bresseo di Teolo - Laveder di Gosaldo sembra ormai lontano, 12 maggio, eppur così recente. La ​tettoia improvvisata all'inizio,​ e che funzionava ormai gran poco dato i violenti acquazzoni, dopo 2-3 ​fredde ​lavate notturne a cui le nostre imperterrite capre han ​stoicamente ​resistito, ora non serve più. Abbiamo un bel piccolo ​ricovero a casa di Ugo​ e parenti Laveder vari,​ con tanto di mangiatoia, che si apre su un grandissimo prato da brucare oltre che da tagliare, per riempire un fienile che sempre Ugo, nativo di Laveder, ci mette a disposizione.  
Rispolverando vecchi ricoveri...
E sempre lui ci presta la falciatrice per tagliare i prati lì attorno, ci supporta e ci fa bella compagnia quotidiana, raccontandoci molte storie incancellabili del passato e della sua infanzia tra questi pendii. Ed è così che dal nulla, senza saperlo, senza deciderlo e organizzarci prima, Laveder è improvvisamente diventato il nostro centro del mondo...
Il centro di Laveder

Accampati ai prati "Le vare", appena fuori Laveder, vista Cimònega

Gli ettari di pascoli da brucare e prati da fare fieno ormai non si contano più in tutta Gosaldo-Mis.
Andane profumate...
Spostamenti nel dominio dei boschi
Tutti qui tagliano i prati per tenere pulito e tener vivo quell'ultimo frammento di ricordo di vita passata, ma buttano via l'erba, perchè il fieno è molto fuori moda nella nostra civiltà del progresso spinto. Allora molti vorrebbero che andassimo a tenere puliti i pascoli, ormai sostituiti dal bosco per l'80%, e tu vorresti ridargli subito quei bei ricordi nostalgici della faticosa e sana vita di montagna fatta di prati e cura, fieno e animali, fatica e gioia e suoni naturali, ma con queste piccole energie non puoi far tutto. E poi va bene così, imparare a non sfruttare e spremere tutto, lasciare che il bosco e la natura un po' si riprenda quello che le è stato spremuto via negli ultimi 50 anni, troppo. Imparare a cercare un equilibrio migliore, buono per tutti, convivere con i selvatici che son tornati, lupo compreso. Impariamo a vivere sempre più e miglioriamo, per questo la vita è bella. La vita e la natura è miglioramento, graduale, imparando ad osservare e capire quali nostre personali scelte sono più opportune o meno, usando testa e cuore assieme. Ognuno in modo diverso dall'altro, nella sua tappa e diverso percorso di conoscenza, ma tutti nella medesima direzione. Più di uno si comincia a intuire che la direzione sembra essere una sola per tutti. E ognuno può trovare il suo percorso per poter non soffrire più.
Laveder verso forcella Franche
Dominare sfruttando tutto e tutti, seguendo inconsciamente l'istinto gerarchico animale di vita mia-morte tua, oggi è un modo di fare che sta cadendo fragorosamente. E quelli più deboli e timorosi che han lasciato fare per non esporsi, per paura, per comodità a volte, per pensare al proprio piccolo orticello-famiglia, oggi sanno che devono essere più forti e determinati nel difendere i più deboli, la natura, l'ambiente, i valori, nel distribuire equilibrio e benessere per tutti, anche quelli di là del globo. Perchè tutto in questa Terra, e meglio in questo universo sconosciuto, è straordinariamente connesso a ogni nostra singola scelta. 
Prati Le vare verso il Cimònega
Quella famosa piccolissima goccia nel mare, oggi come non mai si capisce come sia così importante e potente nel trasmettere bellezza, speranza, fiducia. E' importantissimo cominciare da noi, dalla nostra piccola forza, nel fare buone scelte per noi e gli altri insieme. Senza farci condizionare troppo dalle paure o dal modo in cui ci sembra (o ci fanno credere) il mondo stia andando o debba andare. Degli altri abbiamo sempre bisogno, sono il nostro specchio e la nostra forza, per imparare a migliorare noi stessi con ancora più decisione. Ma sempre presenti e serenamente concentrati sul nostro passo.

Questa è la piccola storia di come questa goccia buona sta contaminando un po' il mare...
Cimònega all'alba

Così qui ogni giorno sbuca qualcuno venuto per conoscerci e offrirci una bella parola, sostegno, prati e materiali.
Fatto sta che ci sono stati offerti un ricovero e pascoli a Laveder da Ugo che stiamo usando;
una grande stalla bella a Tiser, a 10 minuti a piedi da Laveder, in mezzo al bosco e senza strada, offerta da una persona di Marostica che neanche ci conosce, tramite il Florestano, che vive qua sotto e ha un agriturismo che è una perla, dove siamo stati invitati a pranzo con gli "avanzi" (meglio non descrivere la qualità e cura degli avanzi, preparati dal nostro collega contadino Matteo figlio di Florestano, che cucina con prodotti sani frutto di grande cura e rispetto);
Primo approccio al leggendario alpeggio Stamere
quella magica di Stamere in cui a breve ci sposteremo, grazie a Teresa, a Don Giovanni e alla spinta dell'Arcangelo che ci ha simpaticamente minacciato di "arrabbiarsi"  se non fossimo andati; quella piccolina della Teresa a Selle che pure ci offre pascoli, fienile e stalletta e ci guarda con speranza (abbiamo conosciuto la leggendaria Teresa, una donna splendida, grande dignità e cuore coraggioso); una stalla giù in località Ronch verso California, offerta da Giorgio, amico sempre del Florestano, in un posto bellissimo dicono, con pascoli enormi attorno, ancora da vedere; quella nuova e bella a Sagron di Sebastiano, dove ci trasferiremo a luglio, con gli estesi prati offerti dal vicinato. 
E poi ci hanno offerto pascoli e accoglienza i nostri vicini di Le Foche Maria (origini abruzzesi), Luciano, Carmen, Michela e Chiara, gli unici resistenti abitanti fissi qui attorno, Mario (immigrato per amore di origine modenese, ex ultimo residente fisso di Laveder) e Gabriella di Feltre e la loro amorevole accoglienza culinaria, Tiziano (emigrato in Svizzera che torna appena può...) e Nadia, che ci hanno aperto la porta varie volte, dato supporto materiale, regalato molta compagnia e mangiate conviviali, unguenti speciali e cura per uomini e animali, fatta di una gran bella energia potente, quella che può guarire il mondo; 
Tra i vecchi terrazzamenti e le forre a picco sulla valle
Marco dal Ticino (di origini contadine, un mix di Friuli e Lombardia) che ci dà i pascoli dietro casa sua così come Agostino e Susy (lei originaria di qui); Loredana ed Enrico, partita da qui molti anni fa e trasferita a Milano. Ci si fa compagnia e risate con gli amici di Maerne che spesso son qui, con chi passa passeggiando, con chi viene a visitare...E tutta un'allegra tumultuosa combricola che d'estate si trova a far bisboccia e simpatiche baruffe, che tanto alla fine chi vince è sempre la montagna, che se la rispetti non smette mai di donarti e amarti, insegnandoti a farlo con tutto e tutti.  

Vicini di "casa" di Ugo
E in primis la famiglia, parenti e affini di Massimo, per i pascoli e il prezioso supporto logistico di casa-cucina-focolare-divano-teaz-doccia-frigo-trasporti,ecceteraecceteraeccetera, da cui tutto è partito qui su, sebben partito si può sempre dire da prima ancora, e prima ancora, e prima ancora...che tanto il bene è contagioso e si trasmette in eterno a voler cercare un inizio, a voler partire da quando siamo nati e prima ancora da chi ci ha preparato il posto...che magari eravamo sempre noi? Chissà....e il Matteo, la Monica, la Elena, chi è giù alle Selve, chi ha reso possibile la transumanza e ci fornisce viveri, Cesare, Annalisa, chi ha salutato con il falò, Barbara e Michi-Jacopo famiglia, i Galli...sempre grazie a tutti. E chi mi dimentico ringraziamovici sempre, ripetendo che ognuno deve essere cosciente di quanto è prezioso. 
Le capre e i cani, gli alberi e gli elementi che abbiamo attorno, lo sanno già da sè e non smettono mai di essere bellezza, energia, forza, coraggio. Chi non vede la loro bellezza è perchè ancora sta specchiando i propri sentimenti, paure e tristezze: un cane cattivo, una montagna spietata, un albero pericoloso, esistono quando decidiamo che esistano. La sensazione è che il mondo sia sempre più quello che decidi e pensi che sia, a seconda di con che occhi guardi e con che pensieri pensi. Perfino le zecche, da tutti temute, fan parte di questo ambiente, e se lo accetti, può succedere che pur camminando e dormendo sui prati ogni giorno, te ne se attacchi una sola in un mese! 
E perfino la nostra capra intrattabile, Bacca, il nostro caso sociale animale, di cui probabilmente abbiamo reso un piacere a chi chi se n'è liberato, è diventata una forza di vitalità, simpatia, ha cominciato a lasciarsi avvicinare, nonchè ha cominciato a produrre tanto di quel latte che i padroni di prima non ci crederebbero....perchè noi non ne siamo padroni, ma solo attenti custodi.
Incontri mattutini

E poi c'è c​hi porta pane, chi inviti a pranzo, chi questo e quello, chi ci viene a visitare, chi ci paga il latte che insistiamo a regalare agli abitanti, e lo paga più di quello che lo trovi al supermercato... non ho fatto conti e non li farò mai, perchè so che mi è tornato indietro 100 volte quello che ho dato, e non si tratta di soldi. E so che anche se fossero soldi non li terrei mai più per me, non ne vale la pena di sentirsi così tanto potenti quanto sempre più soli...i miei soldi saranno sempre un bene comune, di una famiglia chiamata mondo. E chiedo solo perdono per questa parentesi che parla in prima persona. Non cercate di essere come chi scrive, a me funziona così, voi cercate di farla funzionare nella vostra crescita personale, calati nella vostra realtà, nel vostro piccolo prezioso passo evolutivo di miglioramento. Che tanto l'evoluzione è sempre stata e sempre sarà miglioramento.


Quindi,​ oltre a gestire le capre,​ a cui ci stiamo dedicando a pieno e da cui non si può mancare più di tanto, c'è sempre da far fieno (visto che le capre non possono stare dietro a tutti i pascoli offerti se non col rischio di vederle rotolare per i prati invece che camminare..) e riempire tutti i fienili che ci han dato...tanta roba, lo so, ma niente fretta, le occasioni ci saranno sempre, basta non perdere di vista la piccola cura e attenzione verso noi e quel che abbiamo attorno, senza correre a caso chissà dove, basta non voler strafare per pensare di creare chissà quale grande cosa, basta rimanere umili...basta lasciar fare alla vita, e lei ti guarisce capre e uomini, solo dando attenzione e serenità.

Serenamente al pascolo
Qui tutto procede a un ritmo bello, vien da accelerare per star dietro a tanta bellezza, invece no. Ti trovi alla sera quelle poche volte che qui non c'è più nessuno e capisci che questo è il ritmo, quello di saper fermarsi a guardare, contemplare la bellezza e lasciare fare alla vita senza correre dietro alla nostra mania onnipotente di controllo della vita, di accumulo, di redditività di quello che fai. Lavori 10-12 ore al giorno, arrivi a sera che non stai in piedi a volte, torni a dormire in tenda e fino alle 5 di mattina dormi come un sasso...e chi si è fermato anche solo un giorno si accorge di quanto c'è da essere presenti. Non guadagni soldi, eppure ti sembra di essere in vacanza, perchè questo sognavi. Una vacanza faticosa, ma la buona sana fatica è la strada che sembra davvero funzionare.

Presenze fuggevoli tra i boschi di Laveder

In tutta questa abbondanza speriamo una cosa, ma arriverà, anche senza cercarla tanto, basta volerlo e conoscere la realtà​...altri 2-3 pastori e contadini con cui poter lavorare assieme quotidianamente. E fare i pastori assieme vuol dire essere presenti tutti i giorni, almeno mezza giornata piena o alternandosi. Con il mitico Marco Gigante II° si rifletteva poco tempo fa proprio di ciò: se sei uno lavori per uno, se sei in due si lavora per tre, in 3 per 5 e così via. E allora si potrebbe davvero lavorare un po' meno tutti. Intanto si accetta la fatica iniziale e le giornate piene, si sapeva sarebbe stato così, ma cambierà e se non cambierà cambieremo noi, prima di perdere la serenità. E c'è Elena che sta provando e un "pochino" si sta appassionando...forse più che un pochino! Ma diamole tempo di capire e organizzarsi. Comunque, sia Elena che Matteo, come hanno provato a fermarsi qua un giorno intero ad aiutare, han capito i miracoli che possono succedere a restare fermi e presenti in tanta bellezza. C'è un mondo spettacolare, nascosto, che non vedi se non ti fermi a conoscerlo, eppure così vivo e appagante...senza andare lontano o correre tanto di qua e di là.

Il Cimònega da Le Foche
E' compito di chiunque passa qua di essere ancora più intelligente di quel che già si è stati in passato, di non mettersi al centro e di non chiudersi, di non essere rigido, di evolvere, di ringraziare, di portare avanti deciso valori, solidarietà, rispetto, di donare cura. E tutto succederà.


Un abbraccio, dalla magia di Le Foche - Laveder.





































Nessun commento:

Posta un commento