MARZO 2017: le novità dalle Selve

Foto dell'anno: Fuggevolezza alle Selve (by Trilli)

Alle Selve tutto comincia a scorrere a un ritmo in cui pian piano prende forma una bella quotidianità, impegnativa, a volte faticosa, ma che sta muovendo energie positive. E come ogni nuovo inizio, come richiede la primavera alla Terra, come ogni rinascita, marzo ci ha richiesto maggiori sforzi per curare l'onda di vita che si è sparsa per questi campi. Ecco perchè la lunga assenza di aggiornamenti...

Energia che ci sta mettendo un po' a disagio e un po' più a nostro agio, e ben venga il disagio... segno di cambiamento, che se sappiamo cogliere e ci lasciamo invadere da ciò che ci porta, nel bene e nel male, ci fa crescere, ci arricchisce, ci dona la capacità di spingerci a migliorare e imparare ancora altro. 
Questo è stato marzo....

Alice, cuore bianco temerario (by LucaGi)

Con il febbrile arrivo delle caprette sbarcate nella stramba stalla delle Selve, con la novità di dover allattare ogni giorno queste buffe creature, col restare incantati e ognuno che partecipa scegliere quella che più lo rappresenta dandogli un nome e un carattere... Alice, Furia, Tintola, Ek, Coccola, Aria, Luna, Benedetta, Fiocco di neve, Scura, Bea, Susy, Giurgiza. Le 13 prime caprette delle Selve, ognuna molto diversa dall'altra per carattere e tratti fisici.

Con gli incontri sempre pieni di apprendimento con la Casa di Oreste, le immagini e le storie di bimbi in affido, le difficoltà, i dubbi, le paure che ancora ci bloccano a lasciarci invadere, e fanno sì che ancora molti di questi bimbi affollino le comunità di accoglienza, pur minori di 6 anni e pur contro ciò che la legge permette. Emergenza vera di cui ci stupiamo, che non si conosce, ma che ci parla in prima persona. Ciò che troviamo fuori è anche dentro, responsabili al 100%.

Taglio del fieno

Col sentire che certe energie cominciano davvero a mettersi in gioco, a crederci, a provarci, sostenute da un clima, una natura, un'onda che spinge forte e ci dice che nulla è perso, anzi. Basta volerlo.

Col cominciare a conoscere usi diversi, antiche tradizioni e modi di fare, lingue in disuso ma ancora vive di paesi ladini. Tra i boschi intricati e i ripidi pendii assolati della valle del Mis, tra gente che tenta di venirne fuori in qualche modo, a volte in modo scomposto, ma pur sempre a loro modo. E noi che torniamo coi piedi per terra per capire che la vita è anche fatica e non solo facile svago a pagamento.  


Così, lentamente, giornalmente, che quasi ancora a girare per questi terreni non vedevi nessuno, ti volti indietro e vedi che in soli 3 mesi tutto è cambiato, qualcosa di incredibilmente forte si è messo in movimento e lascia traccia di un bel cambiamento.
Soprattutto dentro di noi, ma molto anche fuori. Abbiamo un po' tremato a volte, non capivamo, ci fermavamo troppo a usare la mente, ma poi il cuore tornava a chiamarci per riportarci nelle reale faticosa bellezza di ciò che stava succedendo. 

Impariamo a regolare le nostre energie, prendiamo vera consapevolezza di quali sono, cadiamo ancora nell'idea lontana, sapendo che bisogna rialzarci per tornare più forti e coscienti di prima, cuore collegato e piedi ben saldi a terra.

Passare alle Selve oggi, a soli tre mesi, ha un effetto diverso da quello che aveva solo qualche mese fa, non più bello o più brutto. Un effetto di evoluzione. Certo, ci sarà una falsa pausa estiva, un riprendere fiato, un godere di una quotidianità di nuovo più calma e sorniona. Ma sarà, per chi lo vorrà, solo un silenzio necessario a far sedimentare le tante emozioni di questi mesi.

Marzo, mese pazzerello, di attesa del risveglio, in cui tutto può succedere. E chi pensava di trovarsi qui in questo strano modo? 

Marzo, che basta così a sè stesso, e che poi si vedrà e qualcos'altro di nuovo sarà.

(presentazione caprette in facebook https://www.facebook.com/leselvebenecomune/photos/pcb.434879083516664/434872670183972/?type=3&theater

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